CANTO DELL'ALBERO

TAM TEATROMUSICA

Ispirato a “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono

 

con Flavia Bussolotto
suoni, immagini, regia di Michele Sambin
luce, suono, pittura digitale dal vivo Alessandro Martinello
Selezionato da ETI per tre volte e inserito nei suoi progetti
per l’infanzia: “Tempo dello spettatore 1998/99”,
“Premio Stregagatto 1999/2000”, “Qualità Ragazzi 2001/02”

 

Teatro musicale, di movimento e di figura
Età consigliata: 5 / 10 anni
Durata: 50 minuti

 

La scena in continua trasformazione da città diventa foresta. All’inizio una figura femminile si muove in un luogo deserto, privo di calore.
Vorrebbe fare qualcosa per cambiarlo: decide di far nascere una foresta. Si trasforma ella stessa in albero, in madre natura, quasi sempre benigna, a volte maligna e, avvalendosi di aria, terra, acqua e fuoco, crea i semi, li pianta, fa nascere gli alberi e ne segue la crescita fino ai frutti, sempre attenta ai loro bisogni e ai loro richiami, ma talvolta, per sua natura, li piega sotto il vento e li fa soffrire sotto il gelo.
Nei piaceri e nelle difficoltà che accompagnano la crescita degli alberi il piccolo spettatore riconosce se stesso, le proprie paure e gioie, i propri desideri.

“Disegnare la scena in tempo reale significa non considerare la luce come effetto, ma come vera e propria pittura di luce. Accanto a Madre Natura in Canto dell’Albero la luce diviene allora un secondo “attore” che appare, scompare e disegna con la rapidità del gesto di un pittore. Colora le stagioni e sottolinea alcune significative intemperanze di Madre Natura con immediatezza e originalità”.
MicheleSambin

 
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