PINOCCHIO GAME

Movimentoinactor Teatrodanza

VENERDÌ 20 MARZO ORE 10:30 | PICCOLO TEATRO DON BOSCO

 

 

Teatro d’attore
Età consigliata 3 / 10 anni
Durata 60 minuti

 

di e con Fiona Sansone, Manuela De Angelis
regia Fiona Sansone
regia di movimento Manuela De Angelis
scene Fabrizio Di Pardo, Paola Tenaglia
costumi e grafica Veronica Urgese
illustrazioni Floriana Urgese
disegno luci Andrea Panichi
foto Futura Tittaferrante
organizzazione e Promozione Serena Amidani, Paola Meda
Un ringraziamento d’amore a LI. BE. RA. + SOON

 

 

 

La storia di Collodi viene riletta, da una parte recuperando alcuni dei significati derivanti dal contesto contadino in cui è nata (il valore del cibo, dell’istruzione-scuola, il rapporto conflittuale con la legge-carabinieri) dall’altra questi significati vengono decontestualizzati, inserendo Pinocchio e gli altri personaggi in una realtà di degrado moderno e urbano: il narcisismo di Pinocchio e la prevalenza dell’elemento maschile/maschilista di origine, la marginalità della figura femminile dai tratti indefiniti, che mutano continuamente la sua fisionomia: madre, fata, sorella (comprensiva/punitiva), la divisione netta tra bene e male . Da questo contrasto, tra elementi derivanti dalla tradizione e quelli di una modernità spinta , nascono figure dissonanti in un contesto sociale e ambientale pop. Le voci fuori campo, che identificano i vari personaggi, parlano in una lingua frammentaria e frammentata, un misto di napoletano, toscano, inglese, segno di una multiculturalità che sta in bilico con la babele.La storia riletta dalla coreografa Flavia Bucciero, ribalta il rapporto bambino/burattino nel mondo.Un bambino, pinocchio, nostro contemporaneo, viene risucchiato dal computer mentre sta giocando a un videogame. Entra così in una realtà di burattini, in cui lui stesso è burattino tra burattini. Si succedono personaggi divenuti ormai simbolici per l’immaginario universale: il grillo parlante, la fatina, mangiafuoco, il gatto e la volpe, lucignolo e tanti altri, ognuno portatore di una sua morale o antimorale . Manca all’appello Geppetto, perché il vero padre di questo nostro pinocchio è la realtà virtuale.Come ogni bravo pinocchio contemporaneo attraverserà molte disavventure, fino ad uscirne, ritornando finalmente bambino.

Lo stile inconfondibile dei videoartisti Valerio Ciminelli e Massimiliano Siccardi, che firmano la messa in scena visiva dello spettacolo si concretizza qui nella materializzazione di un inconscio visivo, stratificazione di segni suscitati dal racconto di Collodi. Gli artisti rifiutano geometrie e stilemi noti, per sperimentare su un soggetto fertile come Pinocchio e le sue avventure. Si conferma la ricerca di una visionarietà , attraverso l’uso dei linguaggi multimediali, dello spazio, del segno.La musica che usa sia sonorità elettroniche, sia di musica strumentale è costruita in maniera originale dal musicista e compositore Antonio Ferdinando Di Stefano.Da rilevare , infine, il rap finale scritto e cantato da Davide Sereni.

 

 

Le linee direttrici del lavoro artistico del Movimentoinactor nel campo della danza, riguardano la ricerca sul rapporto tra movimento e musica dal vivo nell’ambito di diversi generi musicali. Ogni volta il rapporto danza-musica viene riprogettato, al fine di realizzare un incontro, sempre originale, in cui nessuno dei due elementi (musica e danza) sia succube rispetto all’altro. Dal 1999 la Compagnia ha iniziato una linea parallela di produzioni, dedicata ai bambini e alle giovani generazioni.

 
Facebook
Youtube
Vimeo
Flickr
 

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti sulle iniziative del Tam

News