HOR NON VEDI TU?

(titolo provvisorio)

NUOVA PRODUZIONE 2019

TAMTEATROMUSICA– TEATRO STABILE DEL VENETO 

 

Il primo percorso di ricerca artistica condivisa degli artisti di Tam Bottega d’Arte nasce da una passione comune per la figura e l’opera di Leonardo Da Vinci, anche per quel suo essere vario e instabile che Vasari gli rimproverò ma che ha reso, forse, quel suo muoversi nei molteplici campi del sapere e dell’espressione umana, una vivida danza.

E nasce dal desiderio, non tanto di rendergli un omaggio di cui certo egli non avrebbe alcun bisogno, quanto di mettersi in ascolto delle domande che ci pone, nella convinzione profonda che abbia ancora molto da dire a noi contemporanei.

 

Tre per noi gli assi di indagine:

il rapporto con la natura, quel suo esplorare incessantemente le relazioni tra la natura nel divenire della sua perfezione - la "natura naturans", e la perfezione come risultato compiuto, ovvero la "natura naturata"; il suo declinarsi e condensarsi in una molteplicità di ricerche e di forme, tutte animate da una straordinaria capacità di vedere e di percepire le infinite relazioni e corrispondenze fra gli elementi, il complesso articolarsi di vibrazioni, palpiti, accordi, contaminazioni; l'analogia corpo-terra continuamente evocata, la sua carne sia la terra, li suoi ossi gli ordini delle collegazioni dei sassi, il suo sangue le vene delle acque;

 

i disegni di Leonardo: migliaia di schizzi, note e appunti di studiosugli elementi naturali, piante, alberi, rami, acqua, pioggia e diluvi, i moti del vento, la grossezza dell’aria, sui riflessi del mondo posati sulle cose. Segni da indagare, per noi, come opere compiute, frammenti che funzionano come totalità, per dare origine a una poetica del frammento, in cui un piccolo elemento ha il potere di generarne altri, aprendo lo spazio e il tempo; tentativo magistrale e commuovente di raccontare la vita per non perderla, di raccoglierla senza imbrigliarla, di toccarla nella sua essenza fugace, di comprenderla attraversandone il mistero;


gli studi di macchine:
progetti con una natura sempre funzionale, nati da una visione pionieristica delle possibilità umane e dal tentativo determinato di andare oltre, al di là del limite; espressione di una curiosità e fascinazione per il creato quasi ossessiva, di una strenua ricerca, portata avanti per tutta la vita, al di là delle difficoltà, degli insuccessi e dei fallimenti, con rigore estremo, unito alla passione e a una capacità mai sopita di stupore. Lo stupore del conoscere.

Allo stesso tempo, audaci visioni poetiche radicate in quella speciale sensibilità che ha spinto Leonardo a muoversi, con acutezza e rispetto, al cospetto del mistero della vita e del mondo, mistero che chiede di essere visto per essere compreso, riconosciuto per essere misurato e attraversato con la capacità umana di sperimentarne la grandezza; in un processo infinito che mentre avanza verso il punto da raggiungere, lo sposta un poco più in là, rendendo di fatto impossibile il proprio definitivo compimento.

Sintesi straordinarie di competenza scientifica e tecnica e visione estetica, sempre iscritte nella profonda e serrata relazione con il mondo naturale e la complessità dei meccanismi che lo presiedono.

La realizzazione delle macchine parte sempre dal disegno, in esso si manifesta il primo livello di studio e di sperimentazione: la macchina è la dimensione tridimensionale del disegno; è una scultura viva.

 

La nostra ricerca drammaturgica si nutrirà degli sguardi e delle visioni dei bambini: indagheremo, attraverso laboratori e percorsi speciali, la relazione dei bambini con alcune opere di Leonardo (disegni, ma anche opere pittoriche e modelli di macchine) e con alcuni dei suoi scritti; per raccogliere le domande, i pensieri e le immaginazioni che nasceranno dal loro “stare con Leonardo”, perché i bambini (come il poeta, lo scrittore, il musicista, lo scienziato) sono avidi ricercatori e costruttori di immagini. E le immagini servono a costruirne altre: passando per sensazioni, sentimenti, rapporti, problemi, teorie passeggere, idee del possibile e del coerente e dell’apparente impossibile e incoerente. L’arte della ricerca è già nelle mani dei bambini, sensibilissimi al godimento dello stupore. I bambini avvertono presto che è in questa arte che possono ritrovare gran parte della gioia di vivere e la liberazione dalla noia che deriva dall’esistere in un mondo inesplorato. (Loris Malaguzzi)

 

Alla ricerca di una sintesi nuova capace di dare vita a una creazione seducente, icastica e tagliente, i nostri diversi universi artistici dialogheranno: il linguaggio sospeso tra immagine e suono, contraddistinto da un accumulo di segni essenziali che contengono una profonda relazione con il mondo reale senza mai descriverlo e la scrittura intesa come una partitura di immagine e suono, fatta di simboli visivi e sonori scolpiti, caratteristica di Flavia Bussolotto e del Tam, incontrerà la ricerca di Rosanna Sfragara sulla relazione tra attore e pubblico e sul corpo in scena inteso come presenza che diventa mappa di infiniti paesaggi emotivi e la ricerca di Antonio Panzuto sullo spazio scenico e le materie che danno vita a macchine teatrali e visioni secondo una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi.

 

Nell’intento di realizzare una creazione poetica e originale capace di far risuonare in ogni spettatore la parole di Leonardo: Chi perde il vedere perde la veduta e la bellezza de l’universo e resta a similitudine d’un che sia chiuso in vita in una sepoltura, nella quale habbia moto e vita. Hor non vedi tu, che l’occhio abbraccia la bellezza di tutt’il mondo?

 

Con 
Rosanna Sfragara, Marco Tizianel
Scene 
Antonio Panzuto
Regia 
Flavia Bussolotto
Organizzazione 
Giampaolo Fioretti
Produzione 
Tam Teatromusica in coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto
 
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