scritto dentro

prima esposizione

Sambin e Allegro aggiungono, con questo nuovo atto, un altro segno alla ricerca e al percorso arte/vita iniziato più di trenta anni fa. 

Non è un lavoro “facile” scritto dentro, come d'altronde non lo è il libro di Fernando Marchiori da cui è tratto. Sono scritture (una su carta, l’altra sulla scena) che chiedono al lettore e allo spettatore di scendere sotto, sentire una voce di dentro, farsi prendere nel tracciato di una memoria estranea... Anche per questo lo spazio scelto per il debutto (settembre 2013) è stato quello del Bastione Impossibile, il più aspro, umido, difficile all'interno delle Mura che circondano l'antica Padova.

Eppure ciò che scorre sotto lo sguardo di uno spettatore accorto non è solo l'autobiografia di chi si espone, ma è una storia che, pur nelle differenze, parla di un sentire comune. A una generazione almeno. Quella che ha avuto un motivo per andarsene, e diversi modi per farlo.

 

scritto dentro è sostanzialmente, una riflessione sul tempo. Tra memoria e ricordo - temi centrali del lavoro - si sviluppa sulla scena una tensione tutta al presente.

 Un tipo di tensione che è facile riscontrare nella musica e in particolare nelle improvvisazioni jazz . Qui si tratta di un dialogo in tempo reale tra un corpo che si espone e un altro che dipinge, tra la traccia luminosa del performer e il corpo della luce attiva, ma le assonanze con una jam session sono molteplici.

Lasciando ampia libertà di intervento all'imprevisto e alle coincidenze solo apparentemente fortuite, si è trattato – ancora una volta – di unire rigore e casualità in un intreccio fecondo, possibile solo grazie al lungo sodalizio dei due artefici.

Michele Sambin traccia linee luminose a partire dal corpo di Pierangela Allegro mentre agisce o contempla. A volte la segue, altre volte è lei che anticipa i suoi segni. Avviene tra i due, sulla scena, un dialogo senza parole. Le tracce che restano sono linee che si sovrappongono. Non solo contorno, tracciato o confine. Sono materia di luce. Si tratta di una qualità pittorica che prende il posto del corpo e al tempo stesso gli dà sostanza. Lo trasforma. Una trasformazione in cui slittamenti e stratificazioni, distacchi e fusioni, si compiono dal vivo sotto lo sguardo dello spettatore.

 

 

 

 

 

 

 

Ideazione 
Allegro/Sambin
Scrittura 
riscrittura scenica di Pierangela Allegro da Scritto Dentro di Fernando Marchiori
Con 
Allegro/Sambin
Composizione ed esecuzione musiche 
Michele Sambin
Pittura digitale 
Michele Sambin
Video 
Michele Sambin
Foto 
Claudia fabris
Produzione 
Tam Teatromusica
Contributi 
parole in contrappunto di Samuel Beckett e Alberto Giacometti
 
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