Se San Sebastiano sapesse / I sei cigni

DUE assoli di Tam Teatromusica

Due performance particolarmente rappresentative della ricerca e sperimentazione di Tam Teatromusica sui linguaggi della scena, due assoli in cui un corpo crea mondi, ispirandosi ai suoni e utilizzando oggetti.
I due lavori, del 1984 il primo, del 2019 il secondo, sono uniti da un filo rosso che attraversa tutta la ricerca di Tam Teatromusica: quello dove suono e gesto si danno all’interno di un unico interprete, generando la nascita di corpi scenici molto particolari, non attori né danzatori, ma presenze performative.

SE SAN SEBASTIANO SAPESSE assolo per violoncello e frecce di Michele Sambin, è considerato il manifesto di Tam Teatromusica. La performance condensa gli elementi fondativi della poetica Tam: corpo, suono, immagine, luce intrecciati indissolubilmente sono agiti dall'interprete in modo sincronico.

I SEI CIGNI narrazione teatrale di Flavia Bussolotto è una sperimentazione attorno ai dispositivi tecnologici che trattano la materia sonora per rafforzarne le potenzialità espressive, inscrivendosi nella
ricerca di Tam sul suono, e al contempo una ricerca sul gesto scolpito, che diventa simbolico ed evocativo nell'interazione con la luce.
Entrambi gli assoli sono teatro di visione e di ascolto e chiedono a ogni singolo spettatore di essere autore della propria visione.

 

SE SAN SEBASTIANO SAPESSE

assolo per violoncello e frecce

 

ideazione musica e interpretazione: Michele Sambin
coproduzione Festival Micro Macro di Reggio Emilia
prima esecuzione Reggio Emilia, Spazio ex Stalloni, 1984
performance teatrale (25').

 

“Non fu proprio quest'albero qui...
l'albero a cui legarono il giovane santo con le mani dietro la schiena,
lungo il cui tronco il suo sacro sangue colò goccia a goccia come minuto stillicidio dopo la pioggia?
Quell'albero romano su cui egli si contorse nell'orgasmo dell'estrema agonia
mentre la sua giovane carne strisciava acerbamente contro la corteccia,
per l'ultima testimonianza da lui resa d'ogni gioia e dolore terreno?”
(Yukio Mishima)

L'assolo Se San Sebastiano sapesse è citazione dall'iconografia classica, ma il corpo del santo è stato sostituito da un violoncello. Durante la performance sonora il corpo del violoncello viene trafitto da una serie di bacchette di legno. Come fossero frecce trasformano il suono e lo distorcono. Il violoncellista è alternativamente vittima e carnefice. Nel rapporto tra attore-musicista e strumento musicale, nessuno dei due prevarica l'altro, sono protagonisti alla pari.

 

 

I SEI CIGNI

una narrazione teatrale a partire dalla fiaba dei fratelli Grimm

 

ideazione e interpretazione Flavia Bussolotto
ricerca sui suoni e sperimentazione dei dispositivi tecnologici Alessandro Martinello e Luca Scapellato
disegno luci Alessandro Martinello e Flavia Bussolotto
performance teatrale (36').

 

"(...)Ma al calar del sole udì un rumor d'ali
e vide sei cigni entrare a volo dalla finestra.
Si posarono in terra e si soffiarono addosso l'un l'altro
facendo cadere tutte le piume di dosso;
e la pelle di cigno si tolse come una camicia(...)"

I sei cigni è la seconda tappa dell’indagine di Tam sugli archetipi attraverso cui la fiaba racconta, legati all'interiorità del bambino come dell'adulto e alle fasi della loro crescita come individui. Dopo lo spettacolo Fiabesca, ecco ora una narrazione teatrale a partire dalla fiaba popolare raccolta dai Fratelli Grimm. Come scrive Beatrice Balsamo: “la fiaba ci parla di una salita, il silenzio mistico della sorella, viaggio per ridare sembianza umana ai fratelli”, trasformati in cigni.
Un’unica performer, contemporaneamente tecnica di se stessa, prende possesso di tutti i personaggi della storia e dà vita a un racconto ritmico/musicale dal forte impatto, che restituisce agli spettatori l'atmosfera e il paesaggio della fiaba. Il percorso di ricerca è una sperimentazione attorno ai dispositivi tecnologici che trattano la materia sonora per rafforzarne le potenzialità espressive e s’inscrive nella ricerca di Tam sul suono. Ne I sei cigni i suoni sono costruiti pensando alla loro capacità di raccontare, diventano simboli sonori, portati all'essenza, quindi alla dimensione simbolica, perché possano evocare immagini e rafforzare il potenziale racconto visivo insito in ogni fiaba.

La voce dal vivo della performer dialoga con i suoni che lei stessa produce in tempo reale, resi espressivi dai dispostivi tecnologici utilizzati, voci e suoni pre-registrati amplificano la capacità del suono di evocare luoghi, atmosfere e stati d'animo, svelando la dimensione poetica della fiaba e rendendola vivida, affinché il racconto sonoro si trasformi in racconto visivo nell'interiorità di ogni spettatore.

 
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